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| ...una nuova scala mobile |
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LA GRANDE FORZA DELLA SCALA MOBILE
La cancellazione della Scala mobile e lintroduzione della cosiddetta inflazione programmata dal governo in base alla quale rinnovare i contratti, non a caso sempre al di sotto dellinflazione reale ha rappresentato un modo per far pagare ai lavoratori e alle lavoratrici lentrata dellItalia nei parametri di Maastricht, ossia nellEuropa delleuro, smantellamento le conquiste in termini di salario, orario, diritti e sistema di welfare, conquistate in particolare con il ciclo di lotte dal 1968-69 al 1975. |
E infatti in quel periodo che, cancellate le gabbie salariali che dividevano il paese con retribuzioni più basse al Centro-Sud rispetto al Centro-Nord, i lavoratori e le lavoratrici conquistano il sistema previdenziale retributivo (che aggancia pensioni e salari con rendimento del 2% per ogni anno di lavoro: ossia 70% della retribuzione dopo 35 anni, 80% dopo 40 anni), labolizione del lavoro al sabato con lintroduzione della settimana di 40 ore, lo Statuto dei lavoratori e la parificazione normativa tra operai e impiegati nei contratti, fino al punto unico di contingenza.
E questo il culmine raggiunto dalle lotte operaie e sindacali, che rende il sistema di indicizzazione dei salari la Scala mobile più efficace e ugualitario: ad ogni aumento dei prezzi rilevato trimestralmente dallIstat doveva corrispondere un aumento automatico di salari e stipendi, pubblici e privati, inserito in tutte le buste paga il mese successivo.
Con laccordo Lama-Agnelli del 1975 (tra il capo della Cgil e il capo di Confindustria, non- ché padrone della Fiat) il punto di contingenza cioè laumento da corrispondere in base allinflazione diventava uguale per tutti, creando una formidabile compattezza di tutto il mondo del lavoro.
Quellaccordo fu imposto dalle lotte. Quasi nessuno lo condivideva realmente nel Parlamento e sicuramente non lo condividevano i principali contraenti: fu un modo per tentare di arginare una dinamica incontrollabile di mobilitazione dal basso. Per far saltare quello straordinario risultato ci sono voluti 15 anni durante i quali si è accreditare la tesi secondo cui linflazione sarebbe stata alimentata dagli aumenti salariali dovuti alla Scala mobile. Curioso, dato che questa scattava a seguito dellaumento dei prezzi e non certo prima.
Oggi ben sappiamo che linflazione non è generata dal recupero automatico: la Scala mobile non cè, ma linflazione galoppa in presenza di salari da miseria.
Gli attacchi hanno portato dapprima a edulcorare e svuotare il meccanismo di adeguamento automatico, per arrivare appunto alla sua cancellazione totale nel 1992. Una legge popolare del 2006-2007 per iniziativa dei sindacati di base e della Rete 28Aprile della Cgil (e sostenuta in Parlamento anche dagli eletti di Sinistra Critica) ha proposto la reintroduzione della Scala mobile: la maggioranza allora di Centro-sinistra non ha neppure messo in calendario la sua discussione.
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