Il mio nemico è il padrone non chi lavora con me

PER CONTRASTARE IL RAZZISMO e l'artificiosa divisione dei lavoratori e delle lavoratrici tra migranti e nativi, Sinistra Critica affianca alla legge popolare sul salario una PETIZIONE che affronta il tema dei diritti dei migranti e consente anche a chi non è formalmente cittadino italiano di sottoscrivere in questo modo gli stessi contenuti della legge popolare sul salario. Sappiamo di aprire un confronto aspro anche verso quanti magari condividono i contenuti della legge, ma non si sottraggono alla discriminazione di chi sta ancora peggio. Ma è una battaglia che vogliamo fare contro l'espandersi di una cultura xenofoba, che non trova argini ormai in nessuna forza istituzionale: è un compito nostro, di cui vogliamo farci carico in prima persona.



PETIZIONE per i diritti dei migranti Al Presidente del Senato della Repubblica

I sottoscritti cittadini e le sottoscritte cittadine, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione Italiana e degli articoli 140 e 141del Regolamento del Senato, e i sottoscritti e le sottoscritte migranti sottoscrivono la seguente PETIZIONE, al fine di ottenere uno o più interventi legislativi che consentano:

1. una “sanatoria” per le centinaia di migliaia di migranti già presenti sul territorio nazionale costretti a subire le ipocrite e vessatorie procedure dei decreti flussi. Non ci devono più essere leggi sull’immigrazione che negano i diritti e favoriscono la clandestinità

2. di scindere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro, liberando i lavoratori e le lavoratrici migranti da un pesante ricatto che riduce la loro possibilità di difendere le proprie ragioni sul posto di lavoro aumentandone lo sfruttamento.

3. forme di regolarizzazione permanente, in grado cioè di liberare i lavoratori e le lavoratrici senza permesso dallo sfruttamento e dalle aggressioni della malavita organizzata; i Centri di Permanenza Temporanei, e strutture simili, devono essere chiusi e sostituiti da luoghi di accoglienza che permettano il diritto alla libera circolazione

4. una cittadinanza di residenza – dopo un anno - che permetta il diritto di voto, perché chi produce ricchezza con il proprio lavoro e usufruisce dei servizi che contribuisce a sostenere pagando le tasse, deve poter contare anche in questo modo nella società.

5. di abolire le discriminazioni sul salario, il reddito e sulla sicurezza sul lavoro a cui sono soggetti i lavoratori e le lavoratrici migranti I sottoscritti e le sottoscritte chiedono un’azione forte di contrasto delle leggi xenofobe e razziste e dei relativi comportamenti e in nome del principio costituzionale di uguaglianza si battono a difesa dei salari, dei servizi, del diritto alla salute e allo studio e della sicurezza per tutte e tutti.

In questo senso sostengono la Proposta di legge di iniziativa popolare sul salario pubblicata sulla G.U. n.138 del 14 giugno 2008.


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